5 Applicazioni per i guanti industriali resistenti al calore
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5 Applicazioni per i guanti industriali resistenti al calore

I guanti anticalore rientrano nella categoria dei DPI (Dispositivi di protezione individuale). Inseriti dal legislatore italiano ed europeo tra i dispositivi obbligatori per garantire la sicurezza sul posto di lavoro.

I guanti anticalore devono essere certificati in conformità alle norme EN 388 per rischi meccanici e EN 407 per rischi termici. Tali requisiti sono richiesti dalle direttive europee sia per l’uso (89/656) che per la vendita (89/686 sostituita dal 21 aprile 2018 dal Regolamento DPI (UE) 2016/425) di guanti utilizzati come DPI. È bene ricordare che i guanti che rispondono alla norma EN 388 devono sostenere anche i requisiti della EN 420 (caratteristiche generali dei guanti per la sicurezza individuale come la misura del guanto). La norma EN 407 per i rischi termici riporta il metodo di prova dei guanti, i requisiti generali, i livelli di prestazione termica che questi devono avere e la marcatura di guanti di protezione contro il calore e fuoco.

Ogni guanto per calore o fuoco deve essere testato secondo standard definiti. La scala di resistenza va da 1 a 4 sia per i rischi meccanici, che per quelli termici. Se il punteggio è pari a uno vuol dire che il guanto non possiede quel particolare requisito. Il guanto viene testato per il rischio termico nelle seguenti categorie (secondo quanto riportato nella norma EN 407):

  • Comportamento al fuoco (si testa il materiale di cui è fatto il guanto contando il tempo in cui quest’ultimo continua a bruciare dopo aver allontanato la fiamma).
  • Calore per contatto (il test mira a verificare che il guanto garantisca, 25 secondi in cui chi lo indossa non senta bruciare. La temperatura del test è tra 100° e 500°).
  • Calore convettivo (testa il ritardo di trasmissione del calore dalla fiamma al guanto).
  • Calore radiante (testa il tempo che ci vuole al guanto per raggiungere una determinata temperatura).
  • Piccoli spruzzi di metallo fuso (testa il tempo in cui il guanto raggiunge una determinata temperatura per gocce di metallo fuso).
  • Grandi proiezioni di metallo fuso (testa le possibili lesioni che la pelle può riportare dopo essere stata a contatto con una grande quantità di metallo fuso).

L’omologazione è effettuata secondo test standard, se i guanti sono usati per un uso differente da quello previsto è consigliato rivolgersi al produttore (solitamente se non testati per un particolare utilizzo riportano nella targhetta la lettera X).

I guanti anticalore sono fatti con diversi materiali, possono essere prodotti con fibre naturali, oppure con fibre sintetiche. Le fibre sintetiche hanno una resistenza maggiore sia per quanto riguarda il calore, che per quanto riguarda i possibili rischi meccanici.

Ecco alcune applicazioni possibili per i guanti termici resistenti ad alte temperature:

1. Guanti anticalore per i saldatori:

I saldatori utilizzano particolari guanti termici per calore, solitamente questi sono fatti di pelle in crosta bovina. La pelle bovina è particolarmente resistente e risulta un ottimo isolante. I guanti anticalore per saldatori sono ritenuti ottimi per superfici incandescenti, calore radiante e spruzzi di metallo fuso. Devono comunque essere in grado di proteggere le mani anche da possibili rischi meccanici.

2. Guanti anticalore per ristorazione:

I guanti per ristorazione sono solitamente fatti in cotone. Il Cotone garantisce una buona protezione dal calore, fino ad un massimo di 200°, assorbe l’umidità della pelle e la lascia respirare. Ad aumentare l’impiego di questi particolari guanti è il nitrile di caucciù. Il nitrile aumenta la protezione e allo stesso tempo rende il guanto più elastico e sensibile al tatto.

3. Guanti anticalore per vigili del fuoco:

I guanti per vigili del fuoco non rispondo solo alle richieste tecniche per guanti termici ma anche per rischi meccanici (EN407 e EN569). Il materiale migliore per i guanti per vigili del fuoco è la fibra aramidica o il Nomex (fibra in poliammide) con aggiunta di pelle e cuciture in kevlar. Le fibre cave garantisco all’indossatore del guanto un migliore isolamento termico e un’alta tenuta al calore. Questa tipologia di guanto deve essere in grado di sopportare temperature tra i 180° e 250°, non devono fondere e devono resistere a strappi, abrasioni, tagli e fori. I guanti per vigili del fuoco devono avere una valutazione al calore convettivo e radiante di almeno 3 se non 4, mentre al comportamento al fuoco deve essere di 4.

4. Guanti anticalore per fonderia, lavorazione dei metalli, siderurgia:

I guanti per questa tipologie di lavori richiedono una resistenza ad elevate temperature oltre i 500°. I materiali più utilizzati sono la fibra aramidica (il kevlar) che resiste oltre ai 500°. Il kevlar è una fibra sintetica resistente (5 volte più resistente dell’acciaio) ma allo stesso tempo elastica (come la gomma). Devono essere in grado di resistere alle elevate temperature per almeno 15 minuti. Si richiede quindi una valutazione di 4 nelle categorie: calore da contatto, calore convettivo, calore radiante e spruzzi di metallo fuso.

5. Guanti anticalore e anti-taglio per il settore automobilistico, per l’industria del vetro e per l’industria pesante:

I guanti per queste particolari tipologie di lavoro richiedono come quelli per i vigili del fuoco una doppia protezione. Devono essere resistenti al calore, solitamente sono fatti in fibra aramidica (kevlar) e devono resistere anche a sollecitazioni meccaniche. Si richiede quindi che questa tipologia di guanti abbia una valutazione di 3 / 4 sia nelle categorie anticalore, che in quelle anti-taglio.