Diario di una centralinista erotica
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Diario di una centralinista erotica

Cosa può indurre una donna a diventare un’operatrice di un numero erotico 899? Quasi tutte le mie colleghe dicono che questo è l’unico posto di lavoro che erano riuscite a trovare. La mia storia invece è dovuta a scelte universitarie sbagliate.



Con una laura in economia e commercio non avrei di certo immaginato che sarei diventata un’operatrice di linea erotica. Il lavoro in ufficio è snervante e le responsabilità sono massacranti.

Una volta presa la laurea decisi di trasferirmi definitivamente a Roma ed iniziai ad inviare il mio curriculum a diverse aziende, con la convinzione che di li a breve mi avrebbero richiamato per un colloquio, considerata la mia laurea a pieni voti.

Ci misi poco a rendermi conto che forse non era proprio come credevo e nell’attesa di trovare un’occupazione “degna” del mio titolo di studio iniziai a rispondere ad annunci di lavoro pubblicati su un giornalino locale. Feci diversi colloqui ma, nella maggio parte dei casi mi sentii chiedere cosa ci facessi li visto la mia laurea in economia e commercio. Il mio titolo di studio era visto male, della serie “questa vuole rimanere solo fino a che non avrà trovato di meglio”. Oppure c’erano annunci poco chiari e con mansioni non proprio pulite.

Un giorno risposi ad un annuncio di un centro servizi che ricercava operatrici per la loro hot line dal vivo e fissai l’appuntamento per il colloquio. Il responsabile mi spiegò che non erano necessari titoli di studio particolari ma, era fondamentale avere la capacità di essere sexy e sfrontata, quando necessario, con gli uomini che mi avrebbero chiamato.

Inizialmente mi fece ascoltare alcune delle chiamate che ricevano le mie colleghe e poi mi mise alla prova per capire se sarei stata all’altezza o meno. Ricordo ancora la prima chiamata che ricevetti….era un signore abbastanza su con l’età, lo capii dal tono di voce. Era già molto eccitato al solo pensiero che una giovane ragazza fosse disponibile a conversare con lui riguardo delle fantasie erotiche che lui avrebbe voluto poter mettere in pratica con sua moglie che però non era d’accordo.

Ricordo che ansimava e le frasi che pronunciava erano molto esplicite, inizialmente ne rimasi traumatizzata ma, andando avanti con la conversazione entrai nel meccanismo del gioco e questo iniziò a piacermi. Infondo non c’era nulla di male in quello che stavo facendo ed oltretutto sapevo che la mia privacy era assolutamente tutelata, trattandosi si di una conversazione erotica spinta ma, fatta al telefono, quindi senza “metterci la faccia” ed oltretutto utilizzando un nome d’arte non riconducibile direttamente a me.

Mi assunsero ed iniziai il lavoro. Sono ormai due anni che faccio l’operatrice di un call center erotico. Ricevo chiamate da uomini di ogni età, accomunati dal fatto che si sentono soli. Le fantasie erotiche più gettonate sono quelle con l’infermiera sexy o la poliziotta severa e nonostante ne abbia sentite di tutti i colori ancora oggi, spesso, le loro fantasie erotiche risultano eccitanti anche per me.